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“Leoni” in rete e gente che vola, che solco profondo li divide!

“Leoni” in rete e gente che vola, che solco profondo li divide!

La premessa è che la rete, e i social in particolare, hanno messo in comunicazione il mondo in tempo reale e con un impatto potente, ma hanno anche fatto danni enormi per il semplice fatto di essere a disposizione di tutti senza limiti e senza verifiche. Una conquista di libertà che, inevitabilmente, finisce anche in mani sbagliate. Molti internauti, ultimamente, invocano “togliete Twitter e Facebook al tale politico, al tale presidente e, nel nostro campo, al tale pilota o istruttore”. No, è un bene che chiunque usi la rete, anche se lo fa in un momento emozionale, con arroganza e senza ragionare troppo, rivelando in chiaro la sua vera natura. La rete ha una sua valenza anche quando consente ai “Leoni” da tastiera di attaccare, sproloquiare, pontificare, senza rendersi conto:

1 – di ciò che scrivono, di cui magari si pentono poco dopo, quando il danno è fatto

2 – del fatto che la rete, purtroppo per loro, ha memoria

Questa premessa per raccontarvi di una discussione che ho avuto lo scorso mese, su una pagina Facebook, con un istruttore che, in orgasmo da reinsediamento dell’Arch. Giuseppe Leoni alla guida del disastrato (da lui) Aero Club d’Italia, elogiava il suo amato presidente con il leit motiv “fatti, non chiacchiere”. Bene, ognuno è libero di pensarla come vuole, tant’è che in molti gli hanno risposto in modo garbato contestandolo, ricevendo sempre la stessa tiritera “fatti, non chiacchiere”. Io stesso ho chiesto quali fossero stati i fatti positivi della gestione Leoni cui si riferisse, ma nessun confronto, nessuna risposta. Eppure è la stessa persona che prima delle elezioni di qualche anno fa mi chiamò in redazione e al cellulare dicendo che stava radunando alcuni presidenti di Club per sostenere la presidenza del Gen. Carlo Landi e che mi chiedeva “quanti fossero i voti per Landi, per toglierci dalle palle Leoni una volta per tutte”, parole testuali che non posso dimenticare. Ne parlai immediatamente con gli interessati e con altri presidenti di Aero Club che, ridendo, mi dissero che era ovviamente un tentativo di sondare il terreno. Bene, la rete rivela la vera natura delle persone, direi “a loro insaputa”. Perché, inevitabilmente, ho ricordato che l’istruttore in questione è lo stesso campione di correttezza e di legalità che qualche anno fa presentò in AeCI la domanda di identificazione ULM per il suo CAP10, commettendo uno dei falsi in atto pubblico più eclatanti che si ricordino (un CAP 10 ha un MTOW di 830 kg); e di tutto c’è traccia, non solo nel protocollo AeCI, ma proprio in rete dove potete trovare una foto del CAP con le marche VDS; addirittura il genio ha ancora oggi la foto di quel CAP10 sulla homepage della sua scuola, con le marche VDS grossolanamente cancellate. Allora è questo l’AeCI dei fatti che costoro vorrebbero? Quello del “noi siamo il volo” e del “facciamo come ci pare”? Aspettiamo risposte, ricordando con affetto il “pat pat” sulla spalla fatto all’allora direttore generale AeCI spiegandogli che se fosse arrivata in Procura della Repubblica a Roma una denuncia per falso in atto pubblico, da lui controfirmato, avrebbe finito la sua carriera. Le marche furono ritirate.

Che solco profondo, quello che divide questa vecchia, arrogante e triste concezione del volo, dal volo che con passione, e impegno personale di pochi, porta di nuovo a colorare i cieli di ali, e a riempire aeroporti e aviosuperfici. Abbiamo dedicato molto spazio su questo numero al “Tour Italy 2020”, vera e propria prova generale di un circuito avioturistico che dovrà riportare in Italia piloti e aeroplani da tutta Europa, facendo ripartire l’economia delle strutture attrezzate e di tutto l’indotto. Vi invito a leggere il report con attenzione, è un reale spaccato di quanto l’Italia può offrire e degli sforzi che i gestori di aviosuperfici e campi di volo hanno fatto, e fanno, per offrire accoglienza e servizi. E timidamente, pur con tutte le manifestazioni cancellate, si ricomincia a trovarsi per “raduni” informali che sono essenziali per mantenere i nostri motori accesi, e che si svolgeranno nel rispetto delle norme anti Covid, con tutte le precauzioni del caso: il Raduno CAP si terrà a Ozzano in un solo giorno e senza assegnare i Trofei, ma dovete assolutamente esserci; idem per il “Ritrovo HAG” di Terni e per il “Volo di fine estate” di Villafranca di Forlì. Il mondo del volo, quello vero, è questo, e merita un nuovo AeCI con nuove persone e con un nuovo statuto, finalmente inclusivo e rappresentativo di tutte le attività e di tutti i piloti. Un AeCI al quale chiedo “i fatti” che non ci sono mai stati: che rappresenti tutte le forze del volo, che apra subito ai 600 kg per il VDS, alla UL120 deregolamentata, che ripristini un calendario nazionale degno di questo nome e degli atleti di gran valore che ci rappresentano nel mondo, e che ricominci a fare la promozione del volo che ad oggi stanno facendo solo alcuni gruppi organizzati di piloti e la nostra rivista. Insomma, alla fine vogliamo la stessa cosa “fatti, non chiacchiere”, ma li vogliamo da persone nuove, con gli impresentabili abbiamo già dato.

Rodolfo Biancorosso – direttore@vfraviation.it

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1 Commento

  1. Luca

    Mi auguro che l aeroclub d Italia vigili sui pesi, dato che quel cap 10 è solo l esempio più lampante di ultrapesanti che per magia diventano ultraleggeri con una autocertificazione, mentre dovrebbero essere immatricolati aeroplani.

    Rispondi

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