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L’EDITORIALE DI LUGLIO – DEMOCRAZIA? NO, FARSA, E DELLE PEGGIORI

L’EDITORIALE DI LUGLIO – DEMOCRAZIA? NO, FARSA, E DELLE PEGGIORI

Le elezioni in Aero Club d’Italia sono state anticipate al 10 giugno e, come previsto, Giuseppe Leoni si è ripresentato ed è stato ovviamente rieletto, anche questo ampiamente previsto. Quindi, tralasciando ogni ragionamento giudiziario e legale, Giuseppe Leoni, condannato in primo grado a tre anni di reclusione per peculato, 80.000 euro di multa, interdetto a vita dai pubblici uffici, sospeso dal CONI in quanto condannato “…per tutelare l’onorabilità e l’autorevolezza degli organismi centrali e territoriali del CONI…” in osservanza del provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, firmato dal Magistrato Raffaele Cantone, per altri quattro anni sarà presidente dell’Aero Club d’Italia. Per molti un “impresentabile”, la cui candidatura è stata oggetto addirittura di un’interrogazione parlamentare firmata dai suoi ex compagni di partito della Lega (scaricato anche da loro, ma guarda), per me semplicemente una persona triste, braccata, totalmente fuori dal mondo. Un “re nudo” che ha fatto di questa rielezione un fatto personale, pur sapendo (e lo sa) che non può andare da nessuna parte. Sa che esistono azioni legali nei suoi confronti, che questa elezione anticipata, con frettolosa modifica di statuto, è illegale, che la prima delibera che firmerà sarà immediatamente impugnata. Sa che la legge, i Tribunali, le Procure, la Corte dei Conti, la Guardia di Finanza, lo stanno braccando e quando il conto arriverà (e arriverà) sarà pesante e doloroso. Una persona che, lo dico sinceramente, mi fa pena: non vorrei essere nei suoi panni e mi chiedo come faccia un settantenne che dovrebbe iniziare a vivere serenamente la sua terza età a dormire la notte, mi chiedo quali incubi abbia. Intanto, piaccia o no, è stato rieletto e ha tirato il fiato, e non era neanche da solo: poco prima si era presentato come candidato alla presidenza il Gen. Carlo Landi, già DG di AeCI, saltato da quell’incarico dopo breve tempo per incompatibilità con il Presidente.
“Carlo non farlo”
I più stagionati fra i lettori ricorderanno con affetto una commedia musicale degli anni ’50 con questo titolo, e l’omonima canzone cantata dal Quartetto Cetra. Quando Carlo Landi ha annunciato la sua candidatura, a meno di due settimane dalle elezioni, era il 29 Maggio, ho pubblicato la notizia e non ho fatto nessun commento. Ma ho pensato subito “Carlo non farlo”. Landi ha fatto bene a presentarsi per far capire che un’alternativa è possibile, ma ha fatto male a farlo – a mio esclusivo giudizio – per tre motivi: primo, se ti candidi devi farlo almeno un anno prima, devi avere il tempo di far conoscere il tuo programma e di incontrare tutti i presidenti di Aero Club. Secondo, se ti candidi devi avere il polso della situazione e devi farlo con una ragionevole possibilità di essere eletto. Terzo, se ti candidi ufficializzi un processo di elezione che in molti considerano illegale e che per questo sarà impugnato. In assenza di candidati un’elezione di Leoni “bulgara”, senza concorrenza, sarebbe stata ulteriormente ridicola. Un’occasione persa, a mio esclusivo giudizio, ma onore a Carlo che “l’ha fatto”.
E ora?
Un presidente di Aero Club ha scritto su una pagina Facebook che Leoni è stato eletto democraticamente. Vero, ha ricevuto 81 voti, contro i 33 andati a Landi. Ha scritto anche che chi non è d’accordo vuole solo dividere il mondo del volo, fare polemica inutile, mentre c’è solo da accettare un risultato democratico. Peccato che questa democrazia si sia ridotta a una farsa. Il sistema piramidale della “federazione” Aero Club d’Italia poteva andare bene quando esisteva solo l’AG (che aveva i famosi 4 voti, contro il voto singolo degli “altri”), ma oggi non rispecchia più quello che è il mondo del volo. Non stupisce che molte delle critiche vengano dal mondo del VDS, libero in particolare, ma anche con motore. I numeri oggi sono tutti dalla parte del VDS e lo sono in maniera schiacciante. Se vuoi avere una scuola e non sei federato devi aggregarti, federarsi come Aero Club solo per fare scuola non ha il minimo senso, anzi, si rischia di essere commissariati se il “re nudo” decide che è il caso (inutile ricordare episodi come quello degli elicotteri di Lugo mandati al macero o il commissariamento dell’AeC Milano e dell’AeC de L’Aquila). Il VDS oggi è preponderante per numeri: a Pavullo, raduno Flight & Fun, il VDS era il 90% contro il 10% di velivoli di AG, e il VDS grazie ai servizi che paga all’AeCI è una delle principali fonti di entrata per l’Ente. Il tutto senza avere alcuna rappresentanza, o meglio, esiste un rappresentante degli enti aggregati che conta esattamente zero. Leoni salterà via. Magari ci mette un bel po’, ma salterà via da quella poltrona sulla quale si è incollato. E nel frattempo? E ora? E ora chi vuole può cambiare strategia, può far sentire il proprio dissenso in maniera più che tangibile. Come? Ve lo spieghiamo noi…

Rodolfo Biancorosso – direttore@vfraviation.it

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