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L’EDITORIALE DI APRILE – ISTANTANEE DA FINE IMPERO

L’EDITORIALE DI APRILE – ISTANTANEE DA FINE IMPERO

Ma è proprio così difficile voltare pagina in Italia? Ora che Giuseppe Leoni è stato “accompagnato alla porta” addirittura da Raffaele Cantone, si apre un periodo delicatissimo dal quale dipende il nostro futuro.

I momenti di fine impero sono sempre stati i più critici: chi sta per scappare arraffa quanto può, chi sta aspettando da anni di poter far valere le proprie ragioni spesso perde improvvisamente di spessore, e chi da sempre è fedele al motto “facimme ammuina” o al gattopardesco “cambiare tutto perché nulla cambi” si frega le mani.

Dopo la condanna in primo grado, pesantissima e – non mi stuferò mai di dirlo, con presunzione di innocenza sino al terzo grado di giudizio – Giuseppe Leoni era bellamente rimasto al suo posto di Presidente dell’Aero Club d’Italia con una motivazione semplicissima “Non sono un Presidente con poteri operativi e quindi l’interdizione dai pubblici uffici, secondo la legge Severino, non mi riguarda”.

Permanenza fisicamente accertata anche da un verbale della Digos che si è recata in Aero Club d’Italia e ha verificato che Leoni era ancora lì, al suo posto.

Ora non più: ci è voluta l’Autorità Nazionale Anticorruzione, cui si era rivolto il MIT – Ministero Infrastrutture e Trasporti – per un parere sulla interdizione dai pubblici uffici. L’ANAC, con una delibera del 1 Marzo 2017, ha sorvolato sull’interdizione comminata dal Tribunale che lo ha condannato, e ha ritenuto applicabile a questo caso l’art.11 del Codice di comportamento sportivo del CONI, finalizzato a “tutelare l’onorabilità e l’autorevolezza degli organismi centrali e territoriali del CONI, nonché gli organismi delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva e delle Associazioni benemerite, ivi compresi anche gli organismi rappresentativi delle società”.

Il tutto per dire che essendo Giuseppe Leoni “membro di fatto del Consiglio Nazionale, massimo organo rappresentativo del CONI”, ed essendo stato condannato per il reato di peculato in data 14.12.2016, si applica senza alcun dubbio l’art. 11 e Leoni è sospeso dall’incarico per un periodo massimo di diciotto mesi o, se inferiore, sino a quando non intervenga successiva sentenza assolutoria.

Ma essendo l’incarico di Presidente conferito per il quadriennio 2013-2017 la sospensione in parola dispiegherà i suoi effetti fino alla naturale scadenza dell’incarico stesso.

Cosa vuol dire? Vuol dire che, essendo l’applicazione della legge Severino fumosa e, almeno sino a oggi, utilizzata con machiavellismo politico, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha detto che comunque Leoni in quel posto non ci può più stare, e lo ha detto ai sensi dell’art 11 del Codice di comportamento sportivo del CONI, per tutelarne “l’onorabilità e l’autorevolezza”.

E ci voleva l’ANAC? Non bastava applicare subito il regolamento del CONI? Ora, attenzione: la sospensione di Leoni sino a scadenza del suo mandato è effettiva, AeCI è senza guida ed è essenziale che si nomini un Commissario che però non dovrà sbrigare solo l’ordinaria amministrazione, dovrà immediatamente mettere le mani su un nuovo Statuto, quello che in AeCI in svariati anni non sono riusciti a cambiare: senza uno Statuto degno di questo nome non si vede chi mai possa in futuro fare il Presidente di AeCI.

Serve davvero un rinnovamento radicale, su tutti i fronti, e per questo il Commissario non deve essere un”politico” che di Aero Club e di volo non ne sa nulla, ma un tecnico che sia anche una brava persona.

Ce ne sono tante, anche fra i Presidenti di Aero Club, fra quelli che gestiscono correttamente i loro sodalizi e che hanno le competenze necessarie, oltre all’amore per il volo.

Un rinnovamento che porti aria nuova a tutti i livelli anche, perché no, nella scelta del Direttore Generale che da sempre, per tradizione non scritta da nessuna parte, è un generale dell’Aeronautica a riposo, scelta che deve essere messa da parte una volta per tutte: nel migliore dei casi, impiega un anno per capire che un P92 è differente da un Tornado e che i piloti vanno ascoltati anche quando non rispondono “signorsì”.

Abbiamo pochi mesi per tentare un rinnovamento radicale con un Commissario competente, innanzitutto, e un nuovo Statuto.

Solo così sarà possibile arrivare a un AeCI snello ed efficiente, con personale motivato, con un Direttore Generale che sia finalmente un manager del settore e con un nuovo Presidente che magari sia uno che vola davvero e che sa quali sono i problemi dei piloti, della promozione e dello sport.

“Nuovo” non l’ho scritto a caso, perché la presa per i fondelli galattica di questa storia è che la sospensione di Leoni termina con lo scadere del mandato e il nostro, alle prossime elezioni, potrebbe tranquillamente ripresentarsi.

Tra le istantanee da fine impero questa sarebbe proprio impubblicabile.

Rodolfo Biancorosso – direttore@vfraviation.it

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